Street Art a Roma: la guida completa ai murales della Capitale

La Street Art a Roma trova sempre più spazio e ogni giorno nascono nuovi dipinti, arricchendo il panorama della città.

Chi programma una visita a Roma sa bene che la lista dei musei e monumenti da visitare è quasi infinita, ma ci sono opere che possono essere ammirate anche durante una normale passeggiata, magari nel quartiere in cui si è scelto di alloggiare.

Da qualche anno in sempre più città stanno fiorendo murales di grande pregio artistico. Spesso queste opere d’arte trovano posto su muri di edifici abbandonati, ma capita che siano le stesse amministrazioni comunali a concedere come spazio per i murales le facciate di palazzi o di condomini popolari.

Queste operazioni hanno reso alcuni quartieri dei veri e propri musei a cielo aperto, luoghi da visitare, esplorare, (ri)scoprire e in cui perdersi.

Roma è ricca di questi piccoli angoli di bellezza, potremmo quasi dire che ogni quartiere ha la sua piccola permanente. Dietro l’angolo potrebbe esserci un piccolo capolavoro che vi aspetta.

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Tor Marancia – Big City Life

I palazzi di Tor Marancia hanno iniziato a colorarsi dal 2015, quando all’interno del percorso di riqualificazione del quartiere, venti artisti internazionali hanno dato vita a “Big City Life“, un progetto di ventidue murales monumentali sulle facciate dei condomini popolari, finanziato da Fondazione Roma, Campidoglio, patrocinato dall’VIII Municipio e terminato in settanta giorni.

Se volete scoprire tutte le opere di questo quartiere non vi resta che incamminarvi, per essere certi di non perdervi nulla vi consigliamo questo tour guidato.

Il nucleo di questo percorso parte da Via Tor Marancia 63, il Lotto1. Qui le facciate dei condomini popolari sono diventate delle vere e proprie tele, di fatto ci troviamo nel “Museo Condominiale di Tor Marancia”. Ogni murales ha un legame con il quartiere o con il palazzo su cui è stato dipinto, andandosi a rapportare indissolubilmente con la storia della borgata storica romana.

All’ingresso del comprensorio troviamo l’opera pilota dell’artista argentino Jaz (Franco Fasoli) dal titolo “Il peso della Storia”. Il murales rappresenta il legame tra Italia e Argentina, due lottatori in maschera con l’argentino instabile sul proprio ginocchio e con l’italiano sulle spalle. Una posa in bilico tra una mossa di combattimento o un atto di sostegno verso l’altro.

Sempre entrando nel complesso di case popolari troviamo un altro murales, che rappresenta un benvenuto ma anche un arrivederci (può essere considerato l’ingresso del museo, oppure l’uscita). Si tratta dell’unica opera non monumentale, dal titolo “Welcome to Shanghai” di Caratoes, vediamo una maschera tradizionale cinese tenere in mano un origami che rappresenta il simbolo di Roma, la lupa. L’incontro tra Oriente e Occidente a Tor Marancia è legato al nome che questo quartiere aveva nei primi anni della sua nascita. Nel 1933 il regime fascista fece costruire queste palazzine per dare una nuova casa ai romani sfrattati dal centro della città. Il soprannome di Shanghai venne dall’alta densità abitativa (famiglie numerose vivevano in case a una stanza, senza pavimenti e con i servizi in comune) e per la frequenza con cui, così come avveniva nella città cinese, si verificavano gli allagamenti in questa zona, una ex-palude.

A testimoniare il legame tra le opere che compongono il progetto e il quartiere, c’è il murales di Julian Seth Malland, quasi un manifesto di questa opera collettiva. “Il bambino redentore” racconta la storia di Luca, piccolo abitante del palazzo e che, a causa di un incidente durante un gioco è morto. Oggi continua a vivere sulla facciata del condominio, ha lasciato a terra delle matite per arrampicarsi su delle scale colorate e guardare il cielo azzurro.




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Pigneto – Pasolini e dintorni

I muri del Pigneto, quartiere della prima periferia romana “incastrato” tra la Prenestina e la Casilina, sono stati tra i primi in cui la street art ha trovato casa.

Tra le strade di questa zona possiamo trovare diversi omaggi a Pier Paolo Pasolini, se ne visualizzano tre già solo passeggiando per Via Fanfulla da Lodi, lì dove vennero girate alcune scene del film “Accattone”.

L’artista Omino71 ha a dipinto Pasolini con una maschera da supereroe e sulla fronte la scritta “Io so i nomi”, in riferimento al noto articolo apparso sul Corriere della Sera del 14 novembre 1974: “Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe”.

Se avanziamo di qualche metro non preoccupiamoci se avvertiamo la sensazione di essere osservati, è l’occhio di Pasolini, opera di Mauro Pallotta, o Maupal, che sbuca tra i palazzi e sembra seguirci in ogni angolo della strada.

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📍Via Fanfulla, Lodi. Roma. 🇮🇹 “L’occhio è l’unico che può accorgersi della bellezza”  👁 Ed è proprio l’occhio di Pasolini, il fulcro del murale, a dominare sul Pigneto, pronto a scovare la bellezza di Roma. Quella vera, quella verace, quella delle borgate, quella che per essere chiamata BELLA deve essere vissuta e capita. 🎨Mauro Pallotta, aka Maupal. 2014 🇬🇧 “The eye is the only one that can notice beauty” 👁 And it is precisely Pasolini’s eye, on which the murales focuses, dominating on Pigneto, ready to track down Rome’s beauty. The true one, the genuine one, the one of the suburbs, that one which, in order to be called BEAUTIFUL, must be experienced and understood. 🎨Mauro Pallotta, aka Maupal, 2014 . . . @maupal3000 @murisicuri @streetartaroma . #streetartist #streetart #pasolini #roma #books #bookstagram #italianartist #bookpostcards #cartolinedaroma #portrait #sanlorenzo #pigneto #pignetoart #pensierieparole #ioleggoperché #leggere #mural #letteraturaitaliana #maupal #noidiroma #inrhome #letteratura #graffiti #booktip #bookaddict #bookstagramitalia #booknerd #ourtrip #photooftheday #blackandwhite #portrait #sanlorenzo

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Dall’altro lato ecco due grandi occhi celesti e un velo rosso a coprire la testa: il volto di Maria, interpretata da Margherita Caruso, nel film Il Vangelo Secondo Matteo, nato dalla mano di Mr. Klevra.

I muri del Pigneto sono stati anche testimoni di un primo esperimento dell’incontro tra Street Art e pubblicità. Infatti un grande murales con la lupa azzurra che allatta tre uomini (i poteri di Roma: Chiesa, Stato e criminalità) venne commissionato, a ottobre 2017, da Netflix allo street artist Luca Zamoc allo scopo di promuovere la serie Suburra. Il murales è stato rimosso nel 2019, ora quel muro è coperto da manifesti pubblicitari

A cerniera tra due quartieri, ecco spuntare “Red Panda”, murales quasi fiabesco dipinto tra Torpignattara e il Pigneto, un animale fantastico, metà panda e metà volpe, firmato dallo street artist spagnolo Dulk.



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Tor Pignattara – I Love Torpignart

Proseguendo la nostra passeggiata dal Pigneto, arriveremo a Tor Pignattara (Torpigna, per gli amici). Qui il comitato di quartiere ha promosso il progetto I Love Torpignart, le opere sono pensate con il contributo degli stessi proprietari degli immobili, che propongono le proprie facciate come tele per la realizzazione dei murales.

Ad accoglierci, alla fine di via del Pigneto, all’incrocio con via Ludovico Pavoni, c’è “Coffee Break”, il murales più alto di Roma (ben 32 metri), realizzato da Etam Cru, una coppia di artisti polacchi. L’opera originale non prevedeva la tazza di caffè fumante, ma gli artisti hanno voluto inserirla per ringraziare gli ospitali abitanti del palazzo.

L’artista francese Jef Aerosol ha lasciato sui muri di via Gabrio Serbelloni un disegno di Tom Sawyer, incorniciato dalla scritta: “You can’t touch the ground until you’ve reached the sky”, frase di Paul Auster tratta da Moon Palace. Il Tom di Torpignattara è leggero, sfuggente e sognante, sospeso tra cielo e terra.

Gli amanti del cinema non possono perdersi tre piccoli murales presenti in via di Acqua Bullicante. Qui, infatti, a sostegno del progetto di riqualificazione del cinema Impero, si trovano degli stencil dell’artista Diavù dedicati a personaggi simbolo del cinema italiano. Pier Paolo Pasolini, Mario Monicelli e Anna Magnani, che proprio a Tor Pignattara interpretò una scena di “Roma Città Aperta”.

Ostiense/Testaccio

Se fino a qualche anno fa il simbolo indiscusso del quartiere Ostiense era il Gazometro, oggi questo quartiere è noto anche per le opere d’arte che vivono sulle facciate dei suoi palazzi. Il clima underground che si respira in questa zona, tra architettura industriale e popolare, tra un magazzino abbandonato e il gazometro, tra un nuovo locale che nasce e una vecchia fabbrica, ha dato notevoli ispirazioni agli artisti.

Una delle opere monumentali storiche si trova all’incrocio tra Via del Porto Fluviale e Via delle Conce. Qui la mano di Blu ha portato il tema sociale dei senza-casa e delle occupazioni abusive, raccontando di fatto la storia dell’edificio.

street art roma

Sempre in Via del Porto Fluviale si trova l’opera “Hunting Pollution” (A caccia di inquinamento), il murales ecologico più grande d’Europa, dipinto sfruttando la tecnologia Airlite, una pittura mangia – smog, a firma dell’artista Federico Massa, in arte Iena Cruz.

Spostandosi nei pressi della Basilica di S.Paolo Fuori le Mura (Via Ostiense, 195) troviamo l’Opera Onirica di Sam3. Una silhouette maschile, fatta di stelle, si staglia su uno sfondo nero. Tra le sue mani brilla una luna e al suo interno si muovono delle altre figure di uomini.

Per scoprire le innumerevoli opere che popolano gli edifici di Ostiense vi consigliamo di unirvi a uno dei tour dei murales che vi faranno scoprire le bellezze di questo quartiere.



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Quadraro – M.U.Ro.

Spostandoci nella periferia Sud di Roma sulla Tuscolana, incontriamo il Quadraro. Qui già nel 2010 David Vecchiato, in arte Diavù, ha dato vita al Progetto M.U.Ro. – Museo di Urban Art di Roma – progetto di museo di street art completamente integrato nel tessuto sociale, con oltre 22 lavori realizzati da street artist italiani e stranieri.

In via Monte del Grano troviamo di fronte al murales più importante del progetto: “Nido di Vespe”, di Lucamaleone, che si lega indissolubilmente con la storia del quartiere. Le sette grandi vespe che sono state dipinte su questo muro rappresentano i 70 anni (il murales è del 2014) dalla data del “rastrellamento del Quadraro” della Gestapo e della polizia fascista. L’opera simboleggia la resistenza del quartiere durante la deportazione nazifascista. “Nido di vespe” è come, in maniera dispregiativa, il comandante Kappler (poi responsabile dell’eccidio delle Fosse Ardeatine) chiamava il Quadraro e i suoi abitanti, “colpevoli” di essere rimasti fedeli agli ideali di libertà, senza spie o delatori.

Trullo – Pittori Anonimi

Quella del Trullo è una delle dodici borgate storiche di Roma, anche qui come a Tor Marancia, le case popolari nacquero negli anni del regime fascista, per dare un tetto alle persone sfrattate dalle abitazioni del centro.

Rimasto un quartiere fortemente popolare, negli ultimi anni è stato al centro della curiosità dei turisti, grazie al collettivo dei “pittori anonimi del Trullo”, che hanno portato arte e colore tra le facciate dei lotti popolari, delle scuole elementari e del mercato di quartiere. Una forma d’arte arricchita dall’incontro con i “poeti anonimi del Trullo” che spesso lasciano i loro versi accanto ai murales.

Tra le opere simbolo di questa piccola rivoluzione in colori e versi c’è Nina, murales dedicato dall’artista Solo alla ragazza protagonista di una canzone romanesca del 1901.

Camminando tra le strade della borgata troviamo anche dei richiami al film “Uccellacci e uccellini” , sempre di Pasolini, che venne girato proprio in questa zona.

La mano dei Pittori Anonimi del Trullo ha anche tributato un grande omaggio alle donne del passato (Frida Khalo, Gabriella Ferri), del presente (Samantha Cristoforetti, Marina Abramović) e a quelle del futuro (Greta).

 

San Basilio – Progetto SanBa

Le protagoniste della street art romana sono le periferie. Con San Basilio ci troviamo in una zona della città che, spesso, fa notizia per eventi criminosi. Qui nel 2014 è nato il progetto SanBa, che si pone l’obiettivo di portare il bello in un quartiere troppo spesso ai margini. Sulle facciate delle case popolari sono arrivate le opere di grandi artisti italiani e stranieri, cambiando radicalmente il panorama.

Tra i murales più importanti del progetto abbiamo “Devenir”, dello spagnolo Liquen. Tra i fiori le strane e le strane creature che trovano spazio in questo dipinto, che ha la capacità di farvi scoprire ogni volta un nuovo particolare, troviamo una scintilla di ottimismo per la trasformazione del quartiere in un posto migliore.

Tor Bella Monaca

Anche Tor Bella Monaca, estrema periferia della capitale, nota come San Basilio per fatti di cronaca nera, è stata al centro di un progetto di riqualificazione urbana. Tre artisti hanno donato la loro creatività ai muri di questo quartiere, portando anche una ventata di speranza.

“No Surrender”, un invito a reagire e a non arrendersi viene dall’artista romano Diamond che disegna un profilo di donna con un coltello alla gola, su una grande parete rossa.

A Tor Bella Monaca ritroviamo Solo, che qui torna a un suo grande classico: i super eroi. E visto che il quartiere è stato lo scenario del film “Lo chiamavano Jeeg Robot”, è proprio questo il protagonista del suo murales.

Infine, l’opera di un artista egiziano, Mosa One, che ha dipinto un bambino che scavalca un muro grigio, per correre verso la vita e un mondo di colori.

PopStairs

A proposito di piccoli gioielli d’arte che possono sbucare all’improvviso, il progetto PopStairs ha portato la street art sulle gradinate romane. Cinque grandi scalinate della capitale sono diventate la tela per dei meravigliosi ritratti. La realizzazione di questo progetto è avvenuta grazie alla collaborazione tra Diavù, Roma&Roma e l’Associazione MURo, le opere sono omaggi alle donne della storia, della cultura e della spettacolo. Tutte le realizzazioni sono dell’artista romano Diavù

Il primo dipinto è stato realizzato nel luglio 2015 sulla scalinata di via Fiamignano, qui troviamo “Ingrid Bergman – Europa 51”. 

In via Ronciglione, sulla scalinata è dipinta “Michèle Mercier – Il Giovedì”. 

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Guardando fuori dal finestrino del tram 8, passando su via Ippolito Nievo, intravedrete la scalea di via Ugo Bassi. Scendete e andate ad ammirare il ritratto di “Elena Sofia Ricci – In nome del popolo sovrano”.

Le due scalinate di Via Andrea Doria sono invece dedicate alla grande attrice romana, Anna Magnani, rappresentata in “La Diva” e “la Donna”.

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