Dove mangiare a Roma

Roma è grande e ha un’offerta enogastronomica veramente variegata. Qui potrete trovare qualsiasi tipo di locale e tutti i quartieri (soprattutto in zona centrale o semi-centrale) hanno una buona dose di locali di qualità, non vi troverete mai veramente in difficoltà.

In questo articolo vi daremo una serie di nomi di qualità, a seconda di cosa volete mangiare.

Leggi di più –> Roma: guida di viaggio

Cucina tradizionale romana

La cucina romana è fondamentalmente una cucina “povera”, genuina e dagli ingredienti semplici, che in alcuni piatti coincide con la cucina ebraica, una delle comunità storiche della città.

Le portate principali sono i primi piatti, da non trascurare la tradizionale pinsa romana, l’antenata della pizza.

Dove mangiare la carbonara a Roma

carbonara roma

Tra i primi piatti tipici della tradizione romana questo è quello che desta più dubbi nella sua preparazione: quanti tuorli? Quante uova intere? Quanto pecorino? Spaghetti o rigatoni? Come spesso accade con le ricette, anche quella della carbonara può essere declinata in varie maniere. E per scoprirle tutte non vi resta che fare capolino nei ristoranti che servono le migliori carbonare all’ombra del cupolone.

Perilli a Testaccio

perilli al testaccio

(Testaccio, Via Marmorata, 39 – Tel.: 06 575 5100) – Tradizione ultracentenaria per questa tipica trattoria testaccina che spazia su tutto il menù della cucina romana, ma trova il suo culmine nella carbonara. 

Osteria Angelino

osteria angelino roma

(Centro storico, Via Capo d’Africa 6 – Tel. 06 6476 4663) – Un altro grande classico cittadino, attivo dal 1899, propone menù con prodotti di stagione e, a dispetto della zona (a due passi dal Colosseo) vanta molti clienti autoctoni.

Osteria La Carbonara

osteria la carbonara roma

(Monti, Via Panisperna, 214 – Tel. 06 482 5176) – Con questo nome, cos’altro potresti aspettarti? Da bottega di carbone a ristorante romano doc. A La Carbonara di via Panisperna, aperta dal 1906, nel cuore del rione Monti, la tradizione vince alla grande. Solo ingredienti freschissimi portati al mattino, e gestione della ‘baracca’ in famiglia.

Dove mangiare l’amatriciana a Roma

amatriciana roma

Non confondetevi! Il piatto originale si chiama amatriciana e non matriciana, come tanti la chiamano ancora. Sebbene la tradizione (e il nome stesso) lo associ alla cittadina reatina di Amatrice, alcuni sostengono che il piatto abbia un’origine più romana, poiché deriverebbe da una variante della cosiddetta “gricia” con l’aggiunta del pomodoro che arrivò molto dopo, con la scoperta delle americhe.

Da Bucatino

da bucatino roma

(Testaccio, Via Luca della Robbia, 84 – Tel. 06 574 6886) – Storica trattoria dove la tradizione della cucina romana si fonde bene con la domanda più raffinata e ‘à la mode’ di un quartiere come Testaccio. Amore per Roma e innovazione convivono beatamente nel menu: pici integrali alla gricia con i carciofi freschi ma anche il baccalà e la pajata.

Sora Lella

Trattoria Sora Lella Roma

(Trastevere, via Ponte Quattro Capi 16, Tel. 06 6861601) – Storica trattoria sull’Isola Tiberina, inizialmente gestita dalla Sora Lella in persona, ovvero la sorella di Aldo Fabrizi, nonché caratterista del cinema resa nota da alcuni film di Carlo Verdone. A continuarne la tradizione culinaria sono oggi il figlio e il nipote, che hanno mantenuto intatta la “romanità” sia nel servizio che nei piatti.

Da Checco ar 65

osteria da checco ar 65 roma

(Prati, Via Santamaura 65, Tel. 06 6452 5863) – “Qua se magna romano”, recita la tavoletta all’ingresso del locale. E, non abbiatene dubbio, molto bene.

Dove mangiare cacio e pepe a Roma

Cacio e pepe Roma

Per prepararla occorrono solo tre ingredienti principali: pasta, pecorino romano e pepe. Facile? No, per niente! Bisogna prestare molta attenzione ai dettagli. Il segreto per ottenere una cacio e pepe perfetta sta tutto nella mantecatura, dosando sapientemente pecorino e acqua di cottura, al fine di ottenere una crema di formaggio della giusta densità, né troppo liquida né troppo collosa. In questi locali che vi indichiamo lo sanno fare, MOLTO bene.

Da Danilo

Trattoria da Danilo Roma

(Termini, Via Petrarca 13 – Tel. 06 7720 0111) – La particolarità della cacio e pepe di Danilo consiste nel fatto che la pasta (tonnarelli, in particolare), rigorosamente fatta in casa, viene mantecata direttamente nella forma di pecorino romano e servita ai commensali. Il risultato è davvero da urlo! Cremosa e dal gusto intenso. Ottimo anche il resto del menù, sempre della tradizione romana.

Da Cesare al Casaletto

da cesare al casaletto roma

(Monteverde, Via del Casaletto, 45. Tel. 06 536015) – La cacio e pepe qui è preparata in due versioni: con pasta dura (lunga o corta) o con i tradizionali tonnarelli freschi. Al cacio e pepe sono anche gli gnocchi fritti, altra specialità da non perdere. 

Osteria La Sol Fa

osteria la sol fa roma

(Porta Maggiore, Via Germano Sommeiller 19, Tel. 06 702 7996) – Oltre alla cacio e pepe (straordinaria), ogni giorno l’offerta gastronomica si arricchisce del “piatto in più”, proponendo gustose creazioni tradizionali o stagionali. Un menù in continua evoluzione, dove la tradizione e l’innovazione vanno di pari passo. Vi consigliamo le “cinquanta sfumature di gricia”.

Dove mangiare la pinsa a Roma

pinsa romana

Cosa è la pinsa? Si tratta di un impasto preparato fin dall’antichità (dai tempi dei Romani!), e veniva utilizzata per la sua forma di rettangolo allungato e smussato come vero e proprio piatto di portata. L’evoluzione, nel corso del tempo, è stata notevole e la preparazione si è così raffinata da diventare leggera e digeribile utilizzando un mix di farine come quelle di frumento, soia e riso. I migliori esempi di pinsa vanno cercati nella la città in cui è nata. Eccovi alcuni suggerimenti su dove gustare le migliori pinse romane.

Pinsa e buoi dei…

(San Lorenzo, via dello scalo di S. Lorenzo 15/17) (S. Giovanni, via Carlo Felice 53.)

Molteplici le varianti disponibili in entrambi i locali: pinsa con pomodorini burrata e pepe nero, con straccetti di manzo e verdure ripassate in padella, con bufala, cipolla di Tropea e lardo di Colonnata, ma anche pinse con sapori decisamente più romani, come la cacio e pepe e l’amatriciana. Da provare.

Domus pinsa deluxe

(Centro storico, Via delle Coppelle 16A, Tel. 06 6830 8623)

Domus pinsa ha anche altre sedi nella Capitale, questa è la versione più turistica, tra Pantheon e Piazza Navona. In questa pinseria il prodotto della casa è fatto utilizzando farine di soia, di riso e di frumento e facendo lievitare l’impasto per 120 ore. Lasciatevi conquistare da tutte le deliziose farciture di un piatto che risulterà sempre saporito, di grande qualità ma sempre facilmente digeribile.

La Pratolina

(Prati, Via degli Scipioni 248, Tel. 06 3600 4409)

La prima pinseria in assoluto, inaugurata quasi vent’anni fa. La pinsa viene cotta in maniera innovativa, all’interno di un forno con la base in pietra lavica. La selezione, circa una quarantina di pinse, è in continuo rinnovamento. Un’iniziativa interessante è stata lanciata tramite il sito web: al cliente è data la possibilità di indicare gli ingredienti della sua pinsa ideale, e le migliori selezionate dallo staff potranno essere realmente inserite nel menu.

Dove mangiare carne a Roma

Mangiare una buona bistecca a Roma non è mai stato così facile. La polarizzazione degli orientamenti alimentari da un lato ha prodotto molti locali veg e vegan, dall’altro diverse nuove aperture dedicate alla brace, al barbecue, alla griglia. Insomma, a tutti i modi in cui cucinare fiorentine, bistecche, tagliate e così via. Spesso scegliendo la carne direttamente al banco, come moderne macellerie con cucina. 
Mettendo da parte anche le questioni etiche o religiose, concedersi ogni tanto uno strappo alla regola della moderazione, nella nostra dieta alimentare, non può che fare bene. Così questa volta vogliamo consigliarvi un po’ di indirizzi sicuri dove mangiare carne buona a Roma, dove concedervi una bistecca, un filetto, un arrosto o uno spiedo come si deve, insomma.

Taja e Coci

(Porta Portese, via Portuense, 28, Tel. 06 5830 3503)

Un locale spazioso dalle bellissime volte di mattoni grezzi. La carne si sceglie da un fornitissimo bancone con le specifiche di prezzo e provenienza dei tagli esposti. Avvertenza: qui non trovate pasta, ma si mangia solo carne, con l’aggiunta di qualche antipasto, contorno o dolce.

Beef Bazaar

(Prati, Via Germanico 136, Tel. 06 6940 2150)

Accoglie i suoi ospiti in ben 700 metri quadrati su più livelli. Al piano inferiore un tavolo sociale sormontato da scenografici lampadari. Oltre al bancone da cui scegliere la carne e la griglia supertecnologica c’è anche un bellissimo cocktail bar, per chi volesse abbinare un miscelato alla griglia. In carta, o meglio al banco, manzo danese, black angus statunitense, scottona italiana, manzetta prussiana, carne argentina e Kobe beef proveniente dal Giappone. Sei tra le migliori carni al mondo, per gusto e marezzatura.

I Butteri

(Policlinico, Piazza Regina Margherita 28, Tel. 06 854 8130)

Come il nome lascia intendere, le loro origini sono da ricercarsi in Maremma, dove i gauchos nostrani allevano bestiame. Chiedete le pezzature più grandi, che vengono servite su una piastra arroventata, per mantenere calda la carne e gestirne la cottura in autonomia. In abbinamento, patate al forno e un’inconfondibile ciotolina di fagioli.

Kilo

(Parioli, Via Tirso 30, Tel. 06 6478 1752)

Ecco un altro locale moderno che ha fatto della carne a vista il suo punto di forza e dove è assolutamente consigliata la prenotazione. Appena si entra c’è il bancone ad accogliere i clienti, con un’ampia selezione di carni di ottima qualità. Filetto, bistecca di costa e bistecca di lombo sono serviti a peso e cotti sulla brace. Poi c’è il tavolo sociale per chi vuol spendere un po’ di meno, dove si mangiano spiedini di tutti i tipi non-stop.

I carnivori

(Furio Camillo, Via Tuscolana 384, Tel. 06 7839 3058)

Bancone frigo ben fornito di tagli di carni nazionali ed estere, con la preziosa indicazione del periodo di frollatura. Anche qui come in quasi tutti i locali presenti in questo elenco, la carne è servita su una piastra di pietra ollare per chi vuole continuare la cottura al tavolo.

Dove mangiare pesce a Roma

Voglia di mare, almeno nel piatto? In città come Roma non è così facile conciliare questa voglia a conti finali dai prezzi accettabili. Nonostante il mare sia a poco più di 30 km, per mangiare il pesce fresco nella capitale è necessario stanziare un budget non proprio da pizzeria. Non mancano però gli indirizzi affidabili, dove fra menù degustazione, pescherie con cucina e qualche altro trucchetto ci si può togliere lo sfizio senza svenarsi. In alternativa, nella cittadina di Fiumicino ci possono essere ottime e fresche proposte di pesce a prezzi (non sempre) accettabili.

Trattoria del pesce

(Monteverde, Via Folco Portinari 27, Tel. 06 9594 5393)

Questo locale si è rapidamente affermato come indirizzo giusto per mangiare buon pesce, con ricette tradizionali ma non troppo, in un ambiente moderno e semplice, pop ma curato. Vasta l’offerta dei crudi, su cui si alternano tartare, carpacci e frutti di mare. Pasta fatta in casa, con grandi classici come lo scialatiello allo scoglio, menù articolato in gran parte in base al pescato del giorno e conto che difficilmente supera le 50 euro.

ZeroZero100

(San Lorenzo, Via del Verano 27, Tel. 06 4470 2346)

Questo ristorantino dal design ricercato è stato ricavato dai locali di una vecchia Posta dell’800. Ottima l’offerta di crudi, come la Tartare di Tonno all’arancia e granella di pistacchi o la Ceviche di Spigola su riso venere e verdure. Per quanto riguarda le portate principali, vi consigliamo gli Spaghettoni di Gragnano con Spigola, Yerba Buena e Mandorle come Primo, la Tagliata di Tonno in crosta di Sesamo, Coulis di Lamponi e Glassa al Balsamico come Secondo.

Orlando

(Pinciano, Via Sicilia 41, Tel. 06 4201 6102)

Orlando è un percorso gastronomico in terra sicula. Il pesce è il grande protagonista del menu, a partire da “Il Viaggio di Ulisse”, una degustazione di 6 sfiziosi assaggi. Fra i piatti tipici, la Busiata alla Trapanisa (con tonno, pesce spada e pesto di Mandorle), e il Rombo con Crema di Patate Viola Asparagi & Cremoso alle Alici. Immancabile, fra i dolci, il Cannolo Siciliano.

Dove mangiare una buona pizza a Roma

Roma mantiene una buona tradizione di pizza, e l’offerta in tal senso è veramente vasta e variegata.

La pizza romana (tonda da mangiare seduti, da non confondersi con la pizza al taglio da passeggio) è estremamente sottile e croccante, e ha un diametro maggiore di quella napoletana.

Nella maggior parte delle pizzerie troverete questa qualità di pizza, tuttavia molti si sono da tempo “aperti” alla tradizione partenopea, e danno la possibilità di mangiare l’impasto più alto (doppio), oltre ad altre varianti (impasto integrale, ai cereali, ecc…).

Emma 

(pizza romana bio e gourmet) (Centro Storico, via Monte della Farina 28/29. Tel. 06.64760475)

Locale molto ampio e curato, un’ottima pizza romana scrocchiarella, proposta con vari tipi di impasto, ingredienti gourmet e rotazione stagionale. Emma non è solo pizzeria: c’è anche un menu da ristorante, con piatti di livello.

Antica Pizzeria da Michele 

(Pizza napoletana, tradizionale) (via Flaminia, 82 Tel.: 06 3260 0432)

La formula dell’antica pizzeria napoletana, (quasi) solo marinara e margherita, in un’enorme sala col forno a legna.

Al Grottino

(Pizza a lunga maturazione) (S.Giovanni, Via Orvieto, 6 Tel. 06 702 4440)

Tra gli antesignani, a Roma, della pizza di qualità. Sicuramente tra i primissimi a parlare di tempi di maturazione dell’impasto e a uscire dal cliché ‘alta vs scrocchiarella’.

Maggiori dettagli —> Le migliori pizzerie di Roma

Cucina etnica

Roma non è solo cucina locale, regionale o italiana. Pensate a un sapore dal mondo e troverete il vostro locale. Qui di seguito vi diamo alcune dritte per le cucine più ricercate.

Dove mangiare eritreo a Roma

La comunità eritrea è storicamente ben radicata nel territorio Capitale, per questo motivo molti ristoranti eritrei sono aperti da decenni e hanno un’ottima tradizione.

Sahara

(Università, Viale Ippocrate, 43, Tel. 06 4424 2583 )

Il Ristorante Sahara, presente a Roma da circa 25 anni, propone ai propri clienti piatti tipici della tradizione africana (principalmente  eritrea ed etiope) con eleganza e stile in un ambiente confortevole ed accogliente ricco di elementi folcloristici.

Eritrea

(Ostiense, Piazza del Gazometro 1, Tel. 06 574 3091)

Dove mangiare sushi a Roma

Da qualche anno il sushi ha sostituito il cinese nelle mode etnico-culinarie della Capitale. Molti ristoranti si sono convertiti in locali che offrono un mix di cucina asiatica (oltre al giapponese, anche il vietnamita e il thailandese), di solito con la formula all-you-can-eat oppure a buffet, più economiche ma qualitativamente non sempre all’altezza. Qui vi elenchiamo invece degli esempi virtuosi.

Sushisen

(Ostiense, Via Giuseppe Giulietti 21A, Tel. 06 575 6945)

Sushisen si compone di due diversi ambienti tra i quali poter scegliere: una tipica sala con 44 posti a sedere e un’ambientazione più innovativa e originale caratterizzata dal kaitenzushi, ossia il nastro rotante sul quale scorrono piattini monoporzione a base di sushi, sashimi e ricette innovative. Non mancano infatti elaborazioni originali e contemporanee ideate dallo chef di fama internazionale Eiji Yamamoto che, partendo dalla tradizione, elabora eclettici piatti del mese: assolutamente da non perdere gli uramaki ripieni di gamberoni in tempura, verza, zenzero, nocciole, miso giapponese, pistacchi, e gli involtini di tartare di salmone con gambero, avocado, sesamo, e le sette spezie shichimi.

Hamasei

(Centro Storico, Via della Mercede 35, Tel. 06 679 2134)

Storico locale giapponese della Capitale, prima che la moda nipponica invadesse Roma. Aperto più di sessant’anni fa, ha mantenuto intatta la sua tradizione sia nella classicità degli ambienti, sia nell’offerta del menu. Da Hamasei è possibile sperimentare l’autenticità dei sapori giapponesi degustando i piatti sapientemente preparati: qui troverete solo ricette della tradizione e, se volete, anche un po’ desuete rispetto a quelle dei menu più moderni e accattivanti. Da non perdere il tipico pasto kaiseki, risalente alla tradizione culinaria più raffinata del Giappone della fine del XVI secolo, anticamente servito durante la sacramentale cerimonia del tè: un approccio estremamente frugale, composto da una zuppa, tre contorni e del riso, cucinati con ingredienti freschissimi e di stagione.

Fateci sapere cosa ne pensate

Lascia un commento